La pericoronite del dente del giudizio

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11 Feb 2019

La pericoronite del dente del giudizio

Una delle più frequenti situazioni di dolore nel cavo orale è la pericoronite del dente del giudizio. La pericoronite è un’infiammazione acuta della gengiva che circonda un dente solo parzialmente erotto, situazione che riguarda spesso i denti del giudizio. L’etimologia della parola deriva da peri (attorno) coron (parte visibile del dente) ite (infiammazione) = infiammazione dei tessuti che stanno intorno al dente del giudizio.

 

La gengiva è gonfia dolente e arrossata

I fenomeni infiammatori e infettivi legati al dente del giudizio non ben erotto e posizionato possono essere determinati da batteri presenti nel cavo orale. Questi, penetrando all’interno dello spazio tra dente e gengiva, creano un processo infiammatorio e infettivo di quest’ultima dando origine alla pericoronite. La causa sta nel fatto che i denti del giudizio spesso non trovano il loro spazio eruttivo, rimanendo inclusi o seminclusi, cioè coperti parzialmente dalla gengiva. Per questo si determina la formazione di un recesso in cui i batteri possono facilmente annidarsi e dare infezione e conseguente infiammazione.

 

Come si sviluppa la pericoronite

La pericoronite è caratterizzata dalla comparsa di un dolore nella regione posta nell’angolo della mandibola, dove si troverebbe il dente del giudizio. Il dolore va aumentando con i movimenti della masticazione, inoltre la mucosa si presenta arrossata e gonfia. Questa condizione può peggiorare, causando dolore all’orecchio, difficoltà e dolore quando si mastica e si parla. Talvolta viene riferita una sensazione di sapore sgradevole in bocca (legata alla fuoriuscita di pus) e/o alitosi. Talvolta anche i linfonodi del collo possono ingrossarsi a causa della presenza di pus. L’ultimo stadio della pericoronite è rappresentata dall’ascesso, ove la raccolta del pus può estendersi verso diversi settori della bocca e della faringe.

 

Il trattamento della pericoronite

La terapia della fase acuta è generalmente antibiotica e antinfiammatoria associata a un incremento delle manovre di igiene orale. Nei casi più gravi, la soluzione definitiva è l’estrazione, trattandosi spesso di un disturbo dovuto a una mancanza di spazio per l’alloggiamento del dente del giudizio che è dettata da ragioni anatomiche. Spesso, però, basta ricorrere a un miglioramento dell’igiene orale con l’ausilio di presidi disinfettanti e con alcuni accorgimenti per risolvere nella fase iniziale la comparsa della sintomatologia dolorosa e delle complicazioni.

 

Alcuni consigli per alleviare la pericoronite del dente del giudizio

• Aumentare, e non diminuire, lo spazzolamento nella zona interessata non lasciandosi fermare dal dolore o dall’eventuale sanguinamento. Oltre ad aumentare il numero delle volte in cui si lavano i denti, bisogna avere particolare cura a pulire tra dente e gengiva, eventualmente con l’ausilio di uno spazzolino monociuffo.

• Cercare di aggiungere un aiuto chimico antibatterico con l’ausilio di collutori o gel a base di clorexidina. Questi prodotti vanno applicati più volte al giorno, sfregando con lo spazzolino e lasciandoli agire senza risciacquare. Dorante questa operazione bisogna avere cura di penetrare per quanto possibile nello spazio tra la gengiva e il dente.

• Se prescritti dal dentista o dal medico di base, assumere antibiotici e antinfiammatori nei dosaggi e nei tempi consigliati senza mai saltare una somministrazione, aumentare o diminuire il dosaggio, cambiare gli orari senza il parere dello specialista.

• Attendere la scomparsa della fase di dolore acuto e poi recarsi dal dentista per una visita e per una valutazione sulla possibilità o opportunità di procedere all’estrazione. Il fatto che il dolore sia scomparso non vuol dire che sia scomparso anche il problema, che anzi tenderà a ripresentarsi con maggiore vigore successivamente .

Attenersi a queste semplici regole contribuirà a prevenire e a gestire al meglio la situazione di pericoronite iniziale, prevenendo al contempo la comparsa delle più temibili complicazioni ascessuali.

 

Fonte: medicitalia.it

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