Come prevenire le malocclusioni dentali

La prevenzione ortodontica a Napoli

La prevenzione ortodontica è un importante fattore di salute per l’organismo. Ci sono delle malocclusioni dentali che, se trattate precocemente, possono risolvere direttamente il problema o ridurre l’entità del trattamento ortodontico successivo.

L’ortodonzia intercettiva

L’ortodonzia intercettiva si occupa di “intercettare” le malocclusioni in dentatura mista. Un trattamento precoce ha lo scopo di correggere disarmonie prevalentemente di natura scheletrica che, se non trattate, possono evolversi e aggravarsi durante la crescita. L’ortodonzia intercettiva viene di norma condotta a un età compresa tra i 6 e i 10 anni e dura circa 12 mesi. Segue poi una fase di monitoraggio con controlli periodici. Dopo il completamento della permuta, viene stabilito se sia necessaria o meno una seconda fase di trattamento.

In realtà, solo un numero limitato di piccoli pazienti richiede una terapia ortodontica intercettiva. Tra questi sicuramente quelli in cui si sospetta una familiarità genetica di primo o secondo grado per malocclusioni gravi e lì dove il bambino presenti abitudini viziate. In questi casi una visita già intorno ai 6 anni può migliorare molto le possibilità di risoluzione della malocclusione senza dover ricorrere a interventi di chirurgia ortognatica in età adulta.

Le abitudini che possono provocare malocclusioni dentali

Il concetto di “abitudini viziate” si riferisce, in ambito odontoiatrico, a stili di comportamento considerati normali in una certa fase dello sviluppo. Ma questi atteggiamenti, se reiterati oltre tempo, possono influenzare negativamente la crescita dell’apparato stomatognatico, favorendo l’instaurarsi di una malocclusione. Tra le abitudini viziate più comunemente riscontrabili nel paziente pediatrico figurano: il succhiamento del pollice, il succhiamento di oggetti, la nutrizione tramite il biberon oltre il normale periodo di svezzamento (3-4 anni), il succhiamento di labbra o guance. Rientrano in questa classificazione anche le parafunzioni quali deglutizione atipica e respirazione orale.

L’effetto delle abitudini viziate sulla dentatura

Queste abitudini si ripercuotono sulle funzioni orali strettamente correlate ai processi di crescita dell’apparato stomatognatico. Ne derivano quadri disgnatici che possono essere caratterizzati da morso aperto dentario anteriore, aumento dello spazio tra i denti superiori e inferiori e riduzione del diametro trasverso delle arcate dentali con palato ogivale.

L’abitudine viziata può essere cessata in epoca di dentizione mista (6-10 anni), quando il potenziale di crescita del bambino è ancora in fase attiva. In questo caso, è probabile che le alterazioni scheletriche e dentali eventualmente insorte vadano incontro a un certo grado di correzione spontanea. In caso contrario, saranno necessari dispositivi ortodontici che aiutino il piccolo paziente a superare le problematiche connesse all’abitudine. Questa dovrà comunque essere corretta o porterà inevitabilmente a un fallimento del trattamento ortodontico o a una recidiva della malocclusione. È pertanto fondamentale che il genitore, il pediatra o il medico di base individuino precocemente la presenza di eventuali abitudini viziate, seppur considerando che queste fanno parte di uno stadio evolutivo nel bambino nei primi anni di vita, affinchè il dentista possa intervenire tempestivamente.

La diagnosi precoce dall’ortodonzista

L’ortodonzista rappresenta inoltre nella maggior parte dei casi il primo medico che prende in carico la bocca di un bambino. Grazie a controlli ravvicinati può diagnosticare in fase precoce tutte le eventuali patologie stomatologiche cariose e non, consentendo un trattamento minimamente invasivo e assolutamente indolore delle stesse. La chiave del successo per assicurare un’ottima salute orale ai nostri bimbi, e in particolare nel trattamento delle gravi malocclusioni su base ereditaria e di quelle derivanti da abitudini viziate, risiede nell’intercettazione precoce delle stesse da parte dello specialista in Ortodonzia. Determinante tuttavia sarà anche la collaborazione medico-genitore per migliorare la motivazione e la collaborazione del piccolo paziente. Solo in questo modo si potranno raggiungere risultati più che soddisfacenti per i genitori, per l’odontoiatra e soprattutto per i nostri bambini.

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