Sbiancamento dentale, senza perdere lo smalto

Sorrisi da star, da sfoggiare nei selfie su Instagram. Ai tempi del narcisismo social una bocca perfetta è di rigore: guai a non avere denti ultra-bianchi, quasi abbaglianti. Secondo i dati raccolti di recente dall’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (Aic), si può parlare di un vero boom per le richieste di sbiancamento dentale.

Sbiancamento dentale in vista dell’estate

Ogni anno, soprattutto all’inizio dell’estate, gli italiani decidono di fare un trattamento sbiancante dal dentista. Un settore che continua a crescere: le procedure di sbiancamento dentale sono ormai un terzo di tutti i trattamenti odontoiatrici eseguiti per fini estetici. E poi c’è il fiorente mercato del fai da te che, secondo gli specialisti Aic, attira un italiano su due. Dentifrici, strisce, collutori, «penne magiche» e altri schiarenti son fra i prodotti che si possono trovare in farmacia, in profumeria o al supermercato.

Denti sempre più bianchi, ma non ad ogni costo

Stando a uno studio pubblicato sull’Italian Dental Journal oltre il 50% degli italiani è insoddisfatto del colore dei propri denti. Secondo i dati Aic, le imperfezioni cromatiche sono odiate soprattutto dalle donne, che in tre casi su quattro vorrebbero schiarire il sorriso. In questa corsa a denti bianchi che più bianchi non si può, c’è però da chiedersi se non sia nascosto qualche rischio per la salute. Gli esperti infatti hanno osservato che in concentrazioni analoghe a quelle che si trovano nei prodotti per sbiancare i denti il perossido di idrogeno (ovvero l’acqua ossigenata, principio attivo di tutti gli schiarenti chimici) può degradare le proteine della dentina, lo strato del dente che si trova immediatamente sotto lo smalto. Generalmente, però, non c’è di che preoccuparsi perché i prodotti restano sullo strato esterno di smalto.

Attenzione agli sbiancanti che si acquistano su web

In ogni caso, gli sbiancanti non possono essere usati come acqua fresca, perché qualche pericolo può sempre esserci. Alcuni prodotti in vendita sul web, per esempio, contengono ipoclorito, una sostanza che sembra efficace sul momento ma che attacca lo smalto erodendolo e rovinandone lo strato superficiale. Alla lunga in questo modo i denti si potrebbero danneggiare, portando a un aumento della sensibilità locale e a un maggior pericolo di carie.

Per questo, quando si sceglie un trattamento per lo sbiancamento dentale, è importante essere sempre seguiti dal dentista e non avventurarsi nel fai da te. Rivolgersi all’odontoiatra significa anche scongiurare il rischio di incappare in prodotti che abbiano un pH acido, perché gli studi mostrano che si può intaccare lo smalto già con valori di pH compresi fra 4 e 5,5 presenti in alcune formulazioni in commercio; sul web, poi, gli sbiancanti possono arrivare da Paesi al di fuori dell’Unione Europea e quindi essere pericolosi perché non rispettano la normativa attuale.

Sbiancamento dal dentista e a domicilio

Per una reale efficacia occorre scegliere i prodotti che contengono fra lo 0,1 e il 6 per cento di perossido di idrogeno e che secondo la normativa europea devono essere usati solo dallo specialista: si tratta di gel che vengono applicati sui denti durante la seduta in ambulatorio oppure a casa, usando apposite mascherine fornite dal dentista. Il trattamento in studio è adatto a chi vuole un risultato rapido, che però dura circa un anno; con le mascherine del metodo domiciliare serve più tempo, circa quindici giorni, durante i quali occorre tornare un paio di volte a settimana dal dentista per controllare la terapia, ma l’efficacia è maggiore e l’effetto può durare anche fino a quattro anni. Con tutti questi trattamenti esiste un minimo rischio di una maggiore sensibilità dentale nei primi giorni, che però è del tutto transitorio.

Niente sbiancamento dentale per i più giovani

La normativa attuale vieta di intervenire con gli agenti sbiancanti sui minori, a meno di particolari condizioni cliniche. Il trattamento, per esempio, è ammesso quando i denti hanno cambiato colore per colpa di specifiche patologie, in seguito all’uso di alcuni farmaci o se ci sono macchie localizzate. I prodotti a base di perossido di idrogeno possono essere applicati esclusivamente nello studio odontoiatrico e danno un risultato che si mantiene fra un anno e un anno e mezzo. In alternativa, se le macchie sono localizzate, si possono usare paste abrasive speciali, anche queste riservate all’uso da parte del dentista. Che magari costa un poco di più del fai da te, ma offre la garanzia di un risultato senza cattive sorprese. Peraltro i dati raccolti da Aic mostrano che i pazienti non ritengono troppo costosi i trattamenti sbiancanti, se rinunciano spesso è solo perché non hanno abbastanza informazioni al riguardo.

I pazienti non hanno abbastanza informazioni

Conoscere le diverse alternative del sbiancamento dentale e non improvvisare è il modo migliore per ottenere un sorriso bello, sano e con un aspetto naturale. Eccedere alla ricerca di un bianco impossibile, quello che tanto piace oltreoceano ma ha un inevitabile effetto posticcio, potrebbe far davvero correre qualche rischio.

Fonte: corriere.it

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