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25 Ott 2017

Le gengive fanno male?

Su un solo dente vivono circa un miliardo di batteri. Dopo 4 ore da un pasto, se non ci si lavano accuratamente i denti, la placca batterica si moltiplica. Si crea così un “film” che facilita la comparsa di carie e soprattutto l’infiammazione alle gengive. Un problema che, non a caso, riguarda 20 milioni di over 35 di cui 8 milioni con una parodontite grave. 3 milioni sono addirittura a rischio di perdere i denti.

La cura delle gengive

Eppure pochi conoscono la malattia o la curano come si deve: 4 Italiani su 10 di fronte a gengive dolenti, arrossate e infiammate, che sanguinano quando si spazzolano i denti, non chiedono aiuto al dentista e provano magari a prendere un po’ di vitamine o integratori per qualche giorno, scelgono un intruglio a base di erbe, modificano la dieta o cambiano spazzolino o dentifricio, al massimo usano un collutorio per denti sensibili.

Oppure semplicemente aspettano che passi. Così, 8 volte su 10 il disturbo può perfino aggravarsi, ma molti continuano a non preoccuparsene perchè, di fatto, non sanno che cosa stia accadendo ai loro denti. Gli italiani hanno infatti le idee confuse in materia e non sanno cosa sia la parodontite, un mistero per il 70% dei connazionali. Lo dimostra un’indagine promossa dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), secondo cui solo un Italiano su tre conosce le conseguenze della parodontite, dalle infezioni alla possibile perdita dei denti. Appena l’8% sa che questa malattia è la stessa cosa della piorrea, termine con cui la si indicava più spesso in passato.

Dati alla mano

parodontite-curaI dati mostrano anche la necessità di maggiore educazione e sensibilizzazione sul tema: il 90% vorrebbe più informazioni e non è soddisfatto delle proprie conoscenze sulla salute delle gengive, vorrebbe perciò avere più notizie chiare e corrette dal proprio dentista (95%), da un’associazione scientifica qualificata (77%) o da siti internet gestiti da fonti autorevoli e indipendenti (83%).

Piorrea? No fai da te!

L’indagine, condotta dall’Istituto di Ricerche Key-Stone su un campione di mille adulti, mostra che la fantasia degli italiani di fronte ai disturbi gengivali è molto spiccata. Uno su tre prova a risolvere con un collutorio specifico, il 15% cambia il dentifricio, il 10% tenta con i risciacqui o i rimedi naturali. Ma c’è pure chi si affida alla dieta, alle vitamine o agli antibiotici fai da te. In totale, circa 12 milioni di italiani “inventano” una cura per arginare sintomi come gengive sanguinanti, dolenti o che si ritraggono, tutti segni di un’infiammazione.

Sintomi da non sottovalutare

“Circa 20 milioni di over 35 hanno disturbi che sono associabili alla parodontite e che richiederebbero un approfondimento diagnostico, ma pochi si rendono conto che si tratta di sintomi da non sottovalutare e quattro su dieci non si rivolgono al dentista – spiega Claudio Gatti, presidente SidP – La gengivite non curata si trasforma spesso in parodontite, la sesta malattia più frequente al mondo e, nella sua forma grave, la prima causa di perdita dei denti.

Stando ai dati dell’indagine, i sintomi peraltro compaiono sempre prima. Il 43% dei 20-34enni ha già avuto almeno una volta un segno di sofferenza gengivale che quasi sempre si risolve da sé, ma che non dovrebbe essere sottovalutato come campanello d’allarme di una fragilità delle gengive. A rischio soprattutto gli italiani che vivono al Sud, che scontano anche la minor presenza di odontoiatri che si occupano della cura delle parodontiti sul territorio. Infatti, il 54% della popolazione ha sintomi di gengivite contro il 42% di chi vive al Nord”.

Fonte: dossiermedicina.it

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