Fisioterapia ATM a Napoli

La fisioterapia ATM a Napoli ha lo scopo di ripristinare la stabilità e l’equilibrio dei muscoli quando, a causa di irregolarità nelle arcate dentali, siano presenti contratture e dolori che, interessando in un primo tempo i muscoli del viso, poi scendano e interessino l’articolazione temporo mandibolare, i muscoli del collo e delle spalle.

Ogni parte dello scheletro umano è collegato con altri settori scheletrici da muscoli, tendini e fasce (catene muscolari); in modo particolare la mandibola è collegata al cranio attraverso le due articolazioni temporo mandibolari che utilizziamo ogni volta che mastichiamo, parliamo e deglutiamo la saliva.

I sintomi e la diagnosi dei disturbi ATM

La visita è fondamentale per individuare in maniera precisa e accurata il reale rapporto mandibola-cranio e l’eventuale presenza di qualsiasi problematica che potrebbe impedire un normale movimento della mandibola. Da una errata masticazione e dall’abitudine a stringere o digrignare i denti possono derivare sintomi diversi: rumori e click articolari dietro l’orecchio, rigidità del viso al mattino, mal di testa, dolori cervicali, stanchezza nella masticazione prolungata, alterazioni posturali ecc. Il dolore si può presentare anche nell’area davanti all’orecchio e questo può creare confusione con patologie auricolari a cui spesso si associano gli acufeni (rumori all’interno dell’orecchio), e senso di vertigini.

Alla sintomatologia dolorosa si possono affiancare talvolta alcune disfunzioni quali la riduzione dell’apertura della bocca con o senza rumori a livello della articolazione temporo mandibolare ATM con difficoltà alla masticazione. Data la varia natura dei segni e dei sintomi, nonché dei distretti anatomici interessati, la completa valutazione del caso spesso richiede l’intervento di consulenti in varie discipline (odontoiatra, ortodonzista, gnatologo e fisioterapista) che collaborano per la risoluzione del problema.

Se si tratta di un disordine dentale occorrerà fare un trattamento per raddrizzare i denti. Se mancano degli elementi dentari andranno ripristinati con protesi (ponti, ecc.) oppure con impianti osteointegrati. Gli specialisti decideranno il piano di trattamento più idoneo alla situazione clinica del paziente ricorrendo eventualmente all’utilizzo di appositi dispositivi dentali, chiamati Bite, che hanno diverse finalità come il rilassamento muscolare o la decompressione delle articolazioni temporo-mandibolari, oppure il trattamento terapeutico può prevedere il ricorso a specifiche manovre per risolvere problematiche particolarmente complesse, quali il locking gnatologico.

Se infine esistono abitudini sbagliate come quella di stringere i denti o digrignarli, allora è necessario avvalersi dell’aiuto di un esperto in fisioterapia ATM a Napoli per trattare queste particolari problematiche decentrando e riequilibrando la muscolatura.

I disturbi dell’articolazione temporo mandibolare

Tutti gli squilibri e i disturbi gnatologici possono generare l’insorgenza di patologie ortopediche (scoliosi, lombalgie, cervicalgie, ecc.) che potremmo definire secondarie ad un primario coinvolgimento patologico dell’apparato boccale.

Questi meccanismi possono agire anche al contrario, potrebbe cioè verificarsi il caso in cui uno squilibrio muscolare proveniente da altri distretti corporei determini per i meccanismi di interconnessione muscolare problemi all’atm. In tutti i casi si assisterà nel tempo ad una problematica di tipo posturale.

Quella temporo mandibolare è una delle articolazioni maggiormente implicate negli squilibri posturali, quindi la collaborazione tra dentista-posturologo e fisioterapista-posturologo è necessaria sia nell’esecuzione dei test di diagnostica differenziale sia successivamente nell’impostazione dell’iter terapeutico più appropriato.

I disturbi dell’ATM possono essere classificati in alcune grandi categorie.

Dislocazione del disco con riduzione (dislocazione o click)

Questo disturbo si ha quando il disco (a bocca chiusa) non si trova in posizione corretta al di sopra del condilo, ma spostato in avanti. Quando la mandibola si apre. il condilo fa uno scatto in avanti, riposizionandosi sotto al disco con un suono caratteristico detto “click”.

Dislocazione del disco senza riduzione (blocco o locking)

Come nel disturbo precedente, in questa situazione, il disco si trova davanti al condilo quando questo è in posizione iniziale a bocca chiusa. La differenza sta nel fatto che non appena la mandibola inizia il movimento di apertura, il condilo non riesce a ricatturare il disco e pertanto non avviene la “riduzione” (= non c’è “click”). Il risultato è una limitazione di movimento della mandibola con un’apertura inferiore alla norma.

Compressione del Legamento

In tutte le situazioni in cui il disco non si trova nella posizione corretta, il condilo della mandibola si appoggia su una parte normalmente non coinvolta: il legamento posteriore del disco. Questa struttura anatomica è ricca di vasi sanguigni e di nervi, per cui può accadere che i movimenti della mandibola siano anche molto dolorosi a causa della continua sollecitazione di parti sensibili e la formazione di versamenti liquidi nella capsula articolare. A volte è presente un rumore articolare simile ad uno sfregamento di sabbia, o di carta accartocciata, dovuto allo sfregamento di parti ossee tra di loro.

Disturbi della muscolatura

I disturbi gnatologici di origine muscolare sono spesso molto dolorosi. I muscoli che si trovano ad agire per muovere la mandibola in tutte le direzioni, sono moltissimi e fanno male quando lavorano troppo o male andando incontro a fenomeni di contrattura, affaticamento, spasmo. Le cause sono molteplici e complesse, e talvolta difficili da riconoscere, ma possono essere sommariamente così distinte:

Serramento – Si tratta dell’abitudine del paziente di tenere i denti a contatto strettissimo e di far pulsare i muscoli di chiusura. Bruxismo – È l’abitudine di strofinare strettamente i denti tra di loro facendoli scivolare in tutte le direzioni (digrignamento) a volte producendo anche rumore.

Entrambi questi fenomeni sono nella maggior parte dei casi dovuti a cause non dentali: il paziente sfoga in questo modo, ad esempio, gli stress della vita quotidiana. Il risultato è una serie di conseguenze tra cui abrasione o frattura dei denti e problematiche muscolari.

Abitudini viziate – Un classico esempio è l’uso costante di gomma da masticare: obbliga i muscoli a lavorare inutilmente per ore, con le già descritte conseguenze.

Problematiche occlusali – In un ristretto numero di casi, effettivamente la posizione di chiusura delle due arcate dentarie (occlusione o “masticazione”) può causare un problema di postura della mandibola che viene compensato con tensioni muscolari asimmetriche: per mantenere la posizione dei denti, la muscolatura è costretta a lavorare male.

Gli esercizi di fisioterapia ATM a Napoli

È importante capire il meccanismo attraverso il quale esplicano la loro azione terapeutica gli esercizi di fisioterapia ATM a Napoli, affinchè il paziente, capendone la validità, li esegua con regolarità e correttezza.

Quando noi apriamo la bocca al massimo facciamo sì che i muscoli craniomandibolari esercitino un’azione sulle ossa craniche, e, precisamente, una forte trazione sul cranio. Spesso l’introduzione di una forza che innesca il movimento dei muscoli permette di correggere difetti cranici lievi. In questi casi, la maggiore attività sblocca il meccanismo, consentendone il ripristino del normale movimento autonomo.

Gli esercizi per la mandibola vengono eseguiti sia per tentare di recuperare i disturbi articolari classici (click), sia per ottenere allungamento (stretching) e rilassamento della muscolatura. Lo stretching dei muscoli craniomandibolari serve ad eliminare i nodi presenti nei muscoli stessi quali risultato dello stress a cui sono sottoposti dopo anni di bruxismo notturno.

L’impiego del bite ha la finalità di garantire il perfetto aggiustamento occlusale e l’equilibrio muscolare. La terapia fisioterapica può utilizzare farmaci antinfiammatori e miorilassanti con il supporto della terapia fisica a scopo antalgico, della terapia manuale a scopo miorilassante e della ginnastica per il riequlibrio muscolare.

Terapia gnatologica

I disturbi cranio mandibolari hanno approcci differenti a seconda della diagnosi. Si tratta principalmente di movimenti per ricondizionare le articolazioni, di terapie di rilassamento muscolare e di dispositivi con funzione ortopedica (bite).

Esercizi per la mandibola – Si tratta di un insieme di esercizi e movimenti che vengono eseguiti sia per tentare di recuperare i disturbi articolari classici (click), sia per ottenere allungamento (stretching) e rilassamento della muscolatura.

Le terapie strumentali

Bite Neuromuscolare – Si tratta di una placca di resina trasparente che si applica sopra un’arcata (generalmente quella superiore) e che porta i denti a chiudere su una superficie diversa, creata ad hoc. L’obiettivo è di ottenere una posizione di confort per il paziente, nella quale si possa avere un buon rilassamento della muscolatura. Può essere usato anche in funzione di protezione per i denti nei casi di parafunzione (bruxismo e serramento).

Bite di Riposizionamento – È un bite particolare che si usa esclusivamente per la terapia della dislocazione con riduzione. Si monta sull’arcata superiore e possiede uno scivolo interno alla bocca che costringe la mandibola a chiudere in posizione avanzata, ed in particolare nella posizione in cui, spostati i condili in avanti e ricatturato il disco, il click scompare nel movimento. Successive regolazioni serviranno a portare il paziente nella posizione terapeuticamente più vantaggiosa.

Bite di Distrazione – Questo bite è costruito sull’arcata inferiore ed è in sostanza un bite neuromuscolare al quale sia stato creato un precontatto (punto che tocca per primo) su un solo lato, in modo che il paziente, chiudendo i denti, non riuscirà a chiuderli tutti, ma avrà un singolo contatto solo da quel lato. Si usa nei casi di compressione del legamento posteriore e viene poi regolato fino a raggiungere il miglioramento dei sintomi, dopodichè viene trasformato nuovamente in neuromuscolare.