Impronte dentali, come si prendono e quando servono

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03 Mag 2019

Impronte dentali, come si prendono e quando servono

Le impronte dentali sono lo strumento grazie al quale l’odontotecnico può riprodurre totalmente o parzialmente le arcate dentali del paziente, ottenendo un modello in gesso o digitale. Questo modello serve per la costruzione di una protesi o per la progettazione di un apparecchio ortodontico.

 

Come si prendono le impronte dentali

La presa delle impronte dentali classica prevede l’utilizzo di un cucchiaio porta-impronte di metallo o di silicone/plastica. Il cucchiaio ha una forma di arcata o semiarcata a seconda dell’impronta da rilevare. Il cucchiaio viene riempito di una speciale pasta morbida ed inserito nella bocca del paziente. I denti affondano nella pasta fino a quando la pasta stessa non sarà completamente indurita, si tratta di pochi minuti. Quando il dentista ritiene che il materiale utilizzato abbia raggiunto la durezza sufficiente, il cucchiaio viene sfilato dalla bocca con estrema cura per evitare che il calco ottenuto subisca alterazioni. Al termine dell’operazione descritta, l’odontotecnico riceve il calco che è l’esatto negativo della forma di denti e gengive del paziente. Per ottenere il modello (positivo), non serve altro che effettuare la colata del gesso o della resina all’interno delle impronte dentali e attenderne l’indurimento.

 

Materiali utilizzati

I produttori di materiali per l’odontoiatria ogni anno presentano materiali sempre più innovativi per rilevare le impronte dentali. Due in particolare sono i tipi di materiali più utilizzati negli studi dentistici.

L’alginato per impronte è estratto da alghe marine e fornisce quella che è la classica pasta rosa per la presa delle impronte. L’alginato è economico, pratico, discretamente preciso, indurisce in meno di un minuto riducendo i fastidi al paziente. A causa della tendenza dell’alginato a disidratarsi velocemente e quindi a cambiare forma, è necessario procedere con la colata del gesso il più presto possibile.

I materiali al silicone per le impronte dentali sono composti da due paste differenti che devono essere tenute separate fino al momento del loro utilizzo. Il dentista prepara il portaimpronte e lo riempie con la pasta ottenuta mischiando le prime due. Il vantaggio di questo metodo è che il calco ottenuto è molto più preciso rispetto a quello fatto con l’alginato e tende  a cambiare forma meno velocemente. Tra gli svantaggi c’è il maggior costo e il fatto che indurisce meno velocemente.

 

La tecnica della doppia impronta

Quando il paziente richiede lavori protesici con elevate esigenze estetiche, è fondamentale ottenere delle impronte dentali che riproducano perfettamente non solo la forma e la posizione dei denti ma anche dei tessuti molli e in questi casi viene impiegata la procedura detta “tecnica a doppia impronta” che consiste proprio nel rilevare le impronte dentali due volte.

Il primo passaggio è quello di rilevare la prima impronta utilizzando una pasta morbida sulla quale viene stesa una pellicola trasparente che serve per riservare lo spazio occupato dalla pasta per la seconda impronta. Dopo il primo passaggio, il dentista toglie la pellicola trasparente e con una speciale siringa riempie nuovamente il portaimpronte con un materiale (elastomero) molto fluido senza rimuovere il materiale precedente già indurito. L’utilizzo del secondo materiale durante la seconda presa di impronte garantisce il massimo della precisione. La tecnica della doppia impronta è spesso utilizzata quando il dentista o l’implantologo ha a che fare con impianti dentali che necessitano della massima precisione possibile.

 

Disagi durante il prelievo delle impronte dentali

Alcune persone temono il momento in cui il dentista deve prendere loro le impronte dentali, poiché l’ingombro del cucchiaio e dalla pasta può provocare una sensazione di soffocamento. Altre, invece, avvertono lo stimolo del vomito provocato da eccessiva quantità di pasta o dalla semplice autosuggestione. I dentisti conoscono bene queste problematiche quindi basterà far presente i propri timori al medico per avere qualche semplice consiglio per superare le proprie paure.

 

Tecnologiche alternative nel nostro studio dentistico

Il momento della presa delle impronte dentali non piace a nessuno poiché, come detto, può provocare disagi come vomito, senso di soffocamento e ansia.
Se a ciò aggiungiamo che il calco così ottenuto deve essere necessariamente trasformato in un modello in gesso per poi essere scannerizzato, diventano ancora più chiari i vantaggi della nuova tecnologia CAD/CAM dentale per la costruzione di protesi dentarie, già disponibile nel nostro studio dentistico. Oggi è possibile sostituire il classico metodo di rilevazione delle impronte attraverso l’utilizzo della lampada o manipolo intraorale. Questo dispositivo trasmette al computer le informazioni lette all’interno del cavo orale del paziente. In seguito, il software allegato può creare quelle che vengono definite le impronte dentali digitali.

Fonte: denti360.com

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